IL PROGETTO
Il progetto Diversity at Work è nato dall’esigenza dei partner di contribuire all’inclusione e all’integrazione nel mondo del lavoro di una categoria particolarmente difficile da raggiungere: le persone con disabilità cognitive.
Si tratta ovviamente di disabilità cognitive non troppo gravi, compatibili con un’attività lavorativa senza la supervisione di un tutor. Il progetto ha una serie di obiettivi ben definiti, sapendo che questo progetto è solo un piccolo passo verso una migliore integrazione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro: tuttavia, i partner sono convinti che i piccoli passi possano portare a grandi risultati, per cui è stato sviluppato un progetto che getta le basi per possibili modellizzazioni future.
OBIETTIVI
1) Promuovere l’occupabilità degli adulti con disabilità cognitive attraverso tirocini formativi.
2) Migliorare le competenze dei formatori di IFP-C, attraverso un kit di pratiche di formazione e valutazione.
3) Sostenere i formatori VET-C in un percorso per diventare mentori di tutor aziendali in formazione.
4) Raccogliere le buone pratiche sullo sviluppo delle competenze sociali per creare un kit di formazione.
5) Facilitare il confronto tra partner con realtà simili a livello europeo.
GRUPPO TARGET
DAW identifica i seguenti gruppi target e beneficiari:
- Il progetto Diversity at Work si rivolge principalmente a formatori e insegnanti di IFP-C, che necessitano di un costante aggiornamento delle competenze, attraverso nuovi metodi e strumenti da inserire nella loro pratica professionale, soprattutto in relazione allo sviluppo dell’occupabilità dei segmenti più fragili della popolazione, che necessitano di maggiore supporto per potersi integrare nella società e nel mondo del lavoro: le persone con disabilità cognitive. In particolare, il progetto si rivolge alle donne over 40, che, da un lato, rappresentano la maggioranza dei formatori e, dall’altro, sono uno dei gruppi più a rischio in termini di occupabilità: l’analisi della Commissione Europea sul divario di genere nell’occupazione mostra che i 3 Paesi partner del progetto DAW sono tutti al di sotto della media europea in termini di numero di donne occupate rispetto agli uomini. Le formatrici che parteciperanno al progetto come beneficiarie sono quindi per lo più donne di età superiore ai 40 anni.
- Il gruppo target secondario, ovvero i destinatari finali della formazione, sono gli adulti di età inferiore ai 40 anni con disabilità cognitive che sono sufficientemente funzionali per lavorare. A questo gruppo target si aggiungono le persone con problemi di salute mentale che, pur non avendo deficit cognitivi, hanno comunque problemi a trovare lavoro. Quest’ultimo gruppo è stato scelto perché è quello più a rischio di esclusione sociale. Infatti, una volta abbandonata la scuola, questo gruppo target trova sempre più difficoltà a trovare modi e mezzi di inclusione sociale, oltre a non riuscire a raggiungere l’indipendenza economica. In particolare, le persone con disabilità cognitive devono poter sfruttare al meglio le proprie capacità, l’indipendenza e l’autorealizzazione. Per le persone con problemi di salute mentale, il maggior grado di autoconsapevolezza rappresenta paradossalmente uno svantaggio, in quanto si tratta di persone che spesso hanno una percezione totale della propria inadeguatezza rispetto allo standard imposto dall’attuale modello di produttività e perfezione che viene rilanciato da tutti i media: per loro c’è il rischio di autoisolamento e di non riuscire a tornare a un tipo di vita piena e indipendente.
Per questi due gruppi target è necessario pensare a forme di lavoro sostenibili che favoriscano l’inclusione.
RISULTATI
PORTFOLIO 15 Best Practices (5 dall’Italia, 5 dalla Polonia, 5 dalla Spagna) per l’insegnamento e la valutazione delle abilità sociali e comportamentali per l’impiego di persone con disabilità mentale. Si tratta di pratiche per tutor e formatori per il tutoraggio, la formazione e la valutazione di persone con disabilità mentale sul posto di lavoro.
TOOLKIT COMPETENZE INCLUSIVE (7 BUONE PRATICHE): queste 7 pratiche saranno selezionate tra le 15 buone pratiche del Portfolio e costituiranno il Toolkit.
Lo sviluppo del Toolkit contribuirà in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi del progetto:
In primo luogo, promuoverà l’occupabilità degli adulti con disabilità cognitive attraverso l’acquisizione di competenze sociali. Il Toolkit mira a migliorare le competenze socio-comunicative del gruppo target del progetto per favorirne l’occupabilità. Soprattutto per un gruppo target così complesso, lo sviluppo di competenze socio-relazionali è cruciale, in quanto la capacità di creare una relazione empatica con gli altri è una competenza fondamentale per le persone che, per poter lavorare, devono innanzitutto essere in grado di essere accettate, di costruire una relazione con gli altri. Si tratta di competenze complesse, ma che possono essere trasmesse con l’aiuto della metodologia metacognitiva e di pratiche formative informali, adattate al gruppo target.
In secondo luogo, il kit di strumenti migliorerà le competenze dei formatori di età superiore ai 40 anni nel settore dell’IFPC. L’attività fornirà ai formatori del settore VET-C e VET un kit di pratiche di formazione e valutazione utili per il loro lavoro con i gruppi target più bisognosi di inclusione sociale, migliorando le loro competenze sia nell’approccio metacognitivo, nella valutazione e nel mentoring, sia nelle pratiche legate all’inclusione sociale e alla sostenibilità, temi attuali nel settore VET.
Infine, il Toolkit supporterà anche i formatori VET-C in un percorso per diventare mentori di aziende in apprendistato.
WEBINAR INTERNAZIONALE: i partner organizzeranno un webinar internazionale in inglese per presentare il Toolkit al settore dei formatori VET. Il webinar sarà registrato per poterlo inviare a più persone e massimizzarne l’impatto (più di 40 partecipanti).
FORMAZIONE DEI FORMATORI: questa attività consisterà nella formazione di formatori, tutor e insegnanti di IFP e IFP-C sulle buone pratiche del Toolkit. Almeno 20 partecipanti per Paese, quindi almeno 60 formatori in totale, riceveranno il Toolkit.
FORMAZIONE DI PERSONE CON DISABILITÀ COGNITIVE: Il prodotto principale sviluppato dal progetto è il Toolkit di buone pratiche per sviluppare le competenze per l’inclusione lavorativa. Per questo motivo viene sempre utilizzato nella formazione come base. Lo stesso sta accadendo ora, nella formazione di 20 persone con disabilità cognitive in ogni Paese. Verranno introdotti al Toolkit e aiutati a conoscere tutti i diversi modi per sviluppare le loro competenze, al fine di facilitare il loro accesso al mercato del lavoro o di orientare la loro carriera professionale.
TIROCINI – PROVA PILOTA E MENTORING: Per 3 mesi, 10 persone con disabilità ad Arezzo (Italia) e 10 a Kielce (Polonia) hanno partecipato a uno tirocinio per aiutarli a sviluppare competenze lavorative e dare loro l’opportunità di trovare un lavoro. La Fondazione Monnalisa e la FCLE si sono occupate dell’organizzazione di questi tirocini, assegnando 5 formatori per supervisionare il loro lavoro. Allo stesso tempo, Neotalentway e Skill-up forniranno un servizio di mentoring a questi formatori e seguiranno i tirocini per verificare se questi formatori hanno avuto problemi o hanno bisogno di consigli. Nel corso di 12 sessioni di mentoring sono state condivise le esperienze dei tirocini, che si sono concluse con risultati molto buoni, dove molte persone con disabilità continueranno a lavorare dopo la fine del tirocinio (l’80% dei tirocinanti in Polonia).
EVENTO FINALE AD AREZZO (ITALIA): L’incontro si svolgerà in Italia, ad Arezzo, ospitato dalla Fondazione Monnalisa, che organizzerà anche l’evento conclusivo del progetto, al quale parteciperanno anche alcuni studenti polacchi.